Un’associazione di volontariato può svolgere attività commerciali?

Non profit

E’ possibile per le associazioni di volontariato, come per tutti gli enti non commerciali, svolgere anche attività commerciali (ad es. gestire un bar o un circolo, vendere oggetti, etc.), adempiendo all’obbligo di tenere una contabilità distinta per queste ultime: l’assenza di lucro è da intendere come divieto di distribuzione degli utili tra gli associati, e non come mera produzione di un risultato economico positivo.

Al fine di evitare la decadenza dalla qualifica di ente non commerciale (e delle agevolazioni che ne seguono), è necessario che gli utili prodotti siano reimpiegati nell’attività svolta e che l’attività commerciale non sia prevalente rispetto a quella non commerciale e istituzionale, sulla base dei criteri indicati dall’articolo 111-bis del D.P.R. 917/1986

Occorre, quindi, verificare l’incidenza delle attività commerciali in rapporto al totale delle immobilizzazioni, dei ricavi, dei redditi e delle spese: è sufficiente che la gestione del bar, del circolo, ovvero la vendita di oggetti non risultino prevalenti nella rendicontazione dell’attività complessiva svolta dall’associazione.

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