Diritto di famiglia

DSC_0066_BN


SEPARAZIONE DEI CONIUGI

In caso di crisi del rapporto coniugale, per giungere alla sentenza di divorzio occorre passare attraverso la fase della separazione, in cui i coniugi non pongono fine al vincolo matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti.
La separazione, consensuale o giudiziale, è una delle condizioni per la pronuncia di divorzio.

SEPARAZIONE CONSENSUALE

Con la separazione consensuale le parti raggiungono un accordo su alcune questioni fondamentali, in particolare:
1. affidamento dei figli e modalità di frequentazione da parte del genitore non convivente o non affidatario;
2. assegnazione della casa coniugale;
3. determinazione dell’ammontare dell’assegno per il mantenimento dei figli e dell’eventuale assegno per il mantenimento dell’altro coniuge. L’accordo sarà sottoposto al controllo dell’Autorità Giudiziaria.
A seguito della presentazione del ricorso, infatti, il Tribunale fissa un’udienza di comparizione davanti al Presidente per il tentativo obbligatorio di conciliazione dei coniugi. Se i coniugi non si riconciliano, il Tribunale decide in camera di consiglio sulla legittimità degli accordi raggiunti dalle parti, omologando la separazione.
La separazione consensuale di regola si effettua con una sola udienza e ha costi ridotti, ma è necessario l’accordo tra i coniugi.

SEPARAZIONE GIUDIZIALE

La separazione giudiziale presuppone che le parti non abbiano raggiunto l’accordo sulle questioni fondamentali o una delle due sia addirittura contraria alla separazione.
In questo caso, la causa è promossa ad istanza di uno solo dei coniugi che apre un procedimento contenzioso, articolato in due fasi distinte: una dinanzi al Presidente del Tribunale, simile a quella sopra descritta; una contenziosa dinanzi a un Giudice istruttore, nominato dal Presidente, per l’acquisizione delle prove e, quindi, dinanzi al Collegio che pronuncia la sentenza di separazione.
Il costo che la parte deve affrontare è maggiore, in considerazione della complessità del procedimento.

DIVORZIO CONGIUNTO O GIUDIZIALE

In materia di divorzio per poter accedere alla procedura semplificata del divorzio congiunto occorre che le parti, oltre ad avere la comune intenzione di sciogliere il vincolo matrimoniale, abbiano raggiunto un accordo sia sugli aspetti che riguardano i figli sia sugli aspetti patrimoniali consequenziali (godimento della casa coniugale, assegno di mantenimento per i figli, assegno divorzile).
In mancanza di un accordo, verrà proposto un ricorso ad istanza anche di uno solo dei coniugi, che apre una vera e propria lite giudiziale.
In entrambi i casi per la presentazione del ricorso di divorzio devono essere passati tre anni dalla separazione.

pdf Sezione download

La Mediazione Familiare – Pubblicato sul periodico ‘Il Bollettino dell’Immaginario’ edito da “Istituto “IMAGO”, ente accreditato c/o la Regione Emilia Romagna ex L.R. 2/1985, decreto n. 72/93.

RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE

Gli stranieri residenti in Italia che hanno un permesso di soggiorno per lavoro, per asilo, per studio, per motivi religiosi o familiari, o sono già in possesso di carta di soggiorno, possono mantenere o riacquistare l’unità familiare, mediante richiesta di nulla osta per il ricongiungimento familiare presso le competenti Autorità amministrative, ricorrendo alcune condizioni previste dalla legge.

NOMINA DELL’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO

Si tratta di un istituto giuridico introdotto nell’ordinamento italiano con la Legge n. 6 del 9.1.2004. Lo scopo è quello di affiancare il soggetto la cui capacità di agire risulti limitata o compromessa.
Citando l’art. 1 della legge n. 6/2004 si può dire che si tratta di un nuovo istituto di protezione avente la funzione di “ tutelare … le persone prive in tutto o in parte di autonomia, con la minore limitazione possibile della capacità di agire”.
Tutte le persone che per effetto di una menomazione fisica o psichica si trovano nella impossibilità di provvedere, anche in via temporanea, ai propri interessi, ad esempio anziani, disabili fisici o psichici, malati, e non hanno la piena autonomia nella vita quotidiana possono presentare istanza al Giudice Tutelare per la nomina di un amministratore di sostegno temporaneo o permanente in grado di andare incontro alle loro esigenze, o anche per essere aiutate ad affrontare problemi concreti (come acquistare, vendere, locare un appartamento, investire somme di danaro).