MOBBING: Come riconoscerlo e cosa fare. I consigli dell’avvocato.

Cos’è? – Il termine mobbing è utilizzato per designare un insieme di atti o comportamenti ostili, vessatori e di persecuzione psicologica,protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di un lavoratore da parte dei suoi colleghi o del datore di lavoro.
Talvolta il mobbing può consistere in una comunicazione conflittuale sul posto di lavoro tra colleghi o tra superiori e dipendenti nella quale la persona attaccata viene posta in una posizione di debolezza e aggredita direttamente o indirettamente da una o più persone in modo sistematico, frequentemente e per un lungo periodo di tempo, con lo scopo di emarginare la vittima dal gruppo di lavoro.

Quando si concretizza – Sebbene in Italia il mobbing non abbia ancora trovato una specifica disciplina legislativa, sulla scorta delle numerose pronunce dei giudici italiani emesse in materia, possiamo affermare che per realizzarsi la fattispecie in esame necessita di una molteplicità di comportamenti di carattere persecutorio, illeciti o anche leciti, posti in essere in modo sistematico e prolungato (6-8 mesi) con intento vessatorio, nonché dell’evento lesivo della salute o della personalità del dipendente, del nesso di causalità tra la condotta del datore di lavoro o dei colleghi e il pregiudizio all’integrità psico-fisica del lavoratore e, infine, della prova dell’intento persecutorio.

Mobbing e INAIL – L’inserimento, poi, delle eventuali patologie causate dal mobbing nella categoria delle malattie professionali e, quindi, la loro riconduzione sotto la tutela di queste ultime, è stato previsto dapprima dalla Corte Costituzionale(sentenza 179/1988), che ha introdotto la possibilità di provare la riconducibilità professionale di malattie non tabellate, e poi dalla Suprema Cortedi Cassazione (Sezioni Unite, Sentenza 3476/1994).
Come per ogni altra malattia professionale denunciata dallavoratore, l’INAIL procede a una serie di controlli in ordine alla veridicità di quanto lamentato dall’assicurato.
Il lavoratore che intenda, quindi, denunciare all’INAIL una malattia professionale da mobbing,deve presentare documenti probatori idonei a dimostrare (ex art. 10, D.Lgs.38/2000) la natura della malattia (per lo più neuropsichica, ad esempio unasindrome ansioso-depressiva), le caratteristiche predisponenti dell’ambiente e dell’attività di lavoro, nonché  il nesso causale tra la malattia le suddette condizioni.
Il riconoscimento della malattia professionale dà diritto a trattamenti di maggior tutela per il lavoratore, ma comporta anche i maggiori oneri probatori indicati.

 Responsabilità penale e Risarcimento del danno – Concludendo, i presentati comportamenti vessatori potranno avere conseguenze giuridiche sul piano penale e su quello civile.
Sotto il primo profilo, il dipendente ha la possibilità di denunciare il responsabile per il reato di violenza privata.
Sotto il secondo profilo, il dipendente può agire ingiudizio al fine di ottenere la cessazione di questo comportamento e il risarcimento dei danni subiti, ai sensi dell’articolo 2087 del Codice civile,essendo il datore di lavoro tenuto a garantire l’integrità psico-fisica deipropri dipendenti.

Curiosità – Secondo stime dell’Ispesl – Istituto per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro – in Italia il fenomeno del mobbing colpisce un milione e mezzo di persone.

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