L’Unione Europea e il “Corpo Europeo di solidarietà”

A fine 2016 partirà il progetto della Commissione UE per il “Corpo Europeo di solidarietà” e mira a coinvolgere almeno 100 mila giovani nei prossimi 4 anni.
A leggere la “scheda” (http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-3062_en.htm) della Commissione si direbbe che potranno far parte dei “Corpi Europei di Solidarietà” i giovani sotto i 30 anni con qualsiasi curriculum e qualsiasi situazione scolastica o lavorativa in corso, che avranno la possibilità di offrire il proprio aiuto presso associazioni, enti locali, organizzazioni non governative, imprese sociali, ma anche presso imprese profit nel loro paese o all’estero per una durata compresa tra due mesi e un anno.
Potranno essere impegnati nelle situazioni di crisi, come ad esempio il terremoto in Italia, o in progetti contro l’emarginazione o per l’inclusione sociale, dalla povertà ai minori in difficoltà, dai disabili al recupero delle periferie, dalla tutela dell’ambiente fino all’accoglienza dei rifugiati.
Importante è che oltre a poterlo fare da volontari – ai quali saranno rimborsate le spese di vitto, alloggio e viaggio – POTRANNO FARLO ANCHE COME DIPENDENTI con regolare contratto di lavoro o in regime di tirocinio o apprendistato.
Ma come saranno pagati i partecipanti?
La UE sostiene economicamente l’iniziativa: se la persona è assunta come dipendente, tirocinante, apprendista in un altro Stato membro, riceverà uno stipendio (per un contratto di lavoro), ovvero un assegno (per un corso di formazione o di apprendistato) per coprire i costi di vita e di viaggio; mentre se partecipa come volontario, gli saranno garantiti i costi essenziali (cibo, alloggio e viaggio).
Staremo a vedere!
P.S. Occhio! perché a breve dovrebbe essere creato un portale web nel quale potersi registrare e mettersi in contatto con i vari enti di accoglienza.

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