Le Banche e il Sociale

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“Il non profit è fondamentale non solo in termini di coesione sociale ma anche per lo sviluppo del Paese”.

Alla luce di tale dichiarazione recentemente rilasciata al magazine “Vita” da Guido Cisternino, responsabile Enti, Associazioni e Terzo settore di Ubi Banca, ritengo utile per gli operatori ed i simpatizzanti del Terzo Settore fare una breve panoramica, senza alcuna pretesa di completezza, sull’attività esercitata da alcuni istituti di credito italiani nell’ottica di sviluppo del mondo non profit.

UBI Banca, dopo aver reso noto che da giugno 2011 a dicembre 2014 la quota degli impieghi destinati al Terzo settore sul totale è passata dallo 0,74%  allo 0’94% – mentre la media del sistema bancario è rimasta stabile allo 0,51%- evidenzia il successo dei 63 Social Bond emessi dal 2012, erogando oltre 3,3 milioni di euro per altrettanti progetti a forte valenza sociale e stanziando plafond di finanziamento di circa 20 milioni per iniziative di innovazione sociale. Dall’inizio del 2015 ha introdotto l’utilizzo dello strumento dello Sroi (Social Return on Investment) per la valutazione dell’impatto sociale dei progetti collegati ai social bond.

Il Banco Popolare al Terzo settore dedica una specifica linea denominata “Incontro”, che si declina in vari prodotti: Incontro – Associazioni Light, per esempio, è dedicato alle associazioni con una limitata operatività, mentre Incontro – Associazioni Large a quelle che hanno una movimentazione consistente; Incontro-Anticipo 5xmille consente ai beneficiari del 5xmille di ottenere l’anticipo delle somme ad essi dovute nella misura del 100% fino a 100mila euro e dell’80% per importi superiori.

Per le cooperative sociali ha previsto due conti correnti dedicati (Incontro – Cooperative Light e Incontro -Cooperative Large) e prevede forme di finanziamento molto articolate, alcune delle quali assistite da garanzie o da fondi pubblici, che mirano ad agevolare l’accesso al credito alle Cooperative sociali.

Banca Popolare Etica sostiene le imprese sociali e il loro fabbisogno di patrimonializzazione attraverso prodotti dedicati e l’attivazione di programmi di partnership con il Fei in modo da utilizzare fondi europei stanziati dalla Ue allo scopo. Ad esempio, ha completato un intervento in Lombardia con “Finlombarda” che ha visto finanziare oltre duemila soci di cooperative per la capitalizzazione delle stesse e attualmente sta erogando finanziamenti a imprese sociali nell’ambito di due distinti progetti “Jeremie” in collaborazione con il Fei e con le regioni Campania e Sicilia: ad oggi ha finanziato quasi 100 imprese per un importo complessivo di oltre 5,5 milioni di euro.

Banca Etica ha poi sviluppato il crowdfunding con progetti a cui attribuisce il “bollino” e che promuove e condivide all’interno delle proprie reti,e ha messo a punto modelli di intervento per la realtà di “workers buyout”: finanziamenti a dipendenti di imprese che sono fallite e che i lavoratori salvano costituendosi in cooperativa in collaborazione con altri partner della cooperazione (Fondo Sviluppo -Coopfond – Cfi).

Banca Prossima (gruppo Intesa San Paolo) prevede ad esempio strumenti di lending crowfunding come Terzo Valore, la piattaforma internet dove le organizzazioni non profit clienti di Banca Prossima possono presentare i propri progetti di utilità sociale e in questo modo rivolgersi direttamente al “pubblico” per raccogliere nelle forme del prestito e del dono, le risorse finanziarie necessarie alla loro realizzazione.

Poi ci sono i fondi di garanzia di natura privata come l’iniziativa Cre.S.co (Credito per lo sviluppo delle Comunità), realizzato in collaborazione con specifici partner (anche profit) che istituiscono fondi di garanzia e, attraverso bandi o altra modalità, facilitano l’accesso al credito per lo sviluppo di progetti di utilità sociale. Inoltre Banca Prossima ha costituito la Fondazione per l’innovazione del Terzo Settore (Fits) che si pone come facilitatore di relazioni: individua, progetta e sviluppa soluzioni per rendere efficienti i processi delle organizzazioni e promuovere la “cultura d’impresa” al fine di garantire una sostenibilità di medio e lungo periodo dei loro servizi e/o progetti.

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