L’Arte e il finanziamento collettivo (dedicato a tutti gli amici artisti)

Sempre più spesso, negli Stati Uniti e in Europa, registi, videomaker, drammaturghi, musicisti, designer, programmatori di videogiochi, scrittori e artisti si rivolgono alle piattaforme web che li mettono in contatto con una folla più o meno vasta di potenziali investitori, in cambio di una percentuale variabile (5-6%) sugli incassi.

Più in particolare: la piattaforma di “crowdfunding” (finanziamento collettivo) fissa un traguardo economico, stabilisce un tempo entro cui raggiungerlo e lancia la campagna online nella speranza che i finanziatori si facciano avanti, attirati da un brano musicale, un estratto di un romanzo, una clip, ovvero da ricompense variabili a seconda del contributo: magliette, cene esclusive con gli artisti, performance a domicilio.I progetti sono prevalentemente sociali, seguiti a distanza da quelli creativi.

Tale fenomeno è in continua evoluzione: in Italia i siti di crowdfunding sono circa una sessantina, tra cui spicca “Eppela” (eppela.com) che finora ha raccolto oltre 10 milioni di euro e finanziato più di duemila progetti.

Inoltre, a giugno scorso la statunitense “Kickstarter”(una delle due principali piattaforme di crowdfunding, l’altra è “Indiegogo”) è sbarcata in Italia: pertanto i nostri artisti possono raccogliere fondi in euro sul sito web statunitense, utilizzando la lingua italiana e il proprio conto corrente bancario. Quindi, una valida alternativa al mercato tradizionale di editori e major ormai in crisi.

foto 2

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*