La Sharing Economy e la fine della proprietà

Foto 3

Con il termine sharing economy si fa riferimento a un sistema economico che si basa sulla condivisione (economia della condivisione, appunto).

Negli ultimi anni tale sistema di condivisione di beni, servizi, informazioni, spazi, tempo o competenze è cresciuto anche in Italia grazie, in particolare, alle piattaforme collaborative presenti sul web: da Sfinz.com (persone che si mettono a disposizione per lavoretti di casa) a Be Welcome(per couchsurfing, l’offerta di divani su cui dormire in viaggio); da MyndMyHouse (house–sitting, si bada a case di persone in vacanza) a BarattoB.B.it (strutture per viaggiare lowcost: accettano di essere pagate con piccoli lavori invece che soldi); prova foodsharing (contro lo spreco del cibo), carpooling, social eating, etc.

Ciò dimostra che è possibile lavorare, viaggiare, mangiare, divertirsi in modo assolutamente alternativo ed economico sostenibile, purché ci sia fiducia reciproca. Fidarsi degli altri, e meritarne la fiducia altrui, è fondamentale in queste interazioni.

L’economia della condivisione prelude quindi alla possibile fine della proprietà privata; rende ciascuno micro-imprenditore di se stesso, capace di far fruttare al meglio i suoi talenti e le sue risorse (un’auto, un oggetto, una casa). Grazie alle nuove tecnologie e alle piattaforme social, infatti, ciascuno può diventare produttore/fornitore dei beni e servizi a costi irrisori.

Un sistema rivoluzionario che – secondo alcuni – può renderci tutti più poveri e più insicuri, ovvero– secondo altri – che potrà migliorare la qualità della nostra vita mettendo al centro le persone e la qualità dell’esperienza più che la qualità del consumo.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*