La povertà aumenta

Sul Corriere del Mezzogiorno del 22 febbraio scorso ho letto che, in riferimento a Salerno e provincia, alla Caritas nel 2014 hanno chiesto aiuto 9293 persone; ciò significa che la povertà a Salerno (ma anche altre province d’Italia presentano percentuali molto simili) è aumentata del 18% rispetto al 2013.
I generi più richiesti, ovviamente, sono i viveri, il vestiario ma anche un supporto economico per pagare le bollette, un lavoro, soprattutto da parte delle donne sia italiane che straniere, e un sostegno per le spese medico-farmaceutiche.
Di questi il 48% sono stati stranieri e il 52% italiani.
Appena cinque anni fa la presenza degli italiani era pari al 39% del totale degli utenti.
Ma quello che preoccupa di più è che la percentuale del 52% rimane invariata da tre anni, ciò significa che in genere chi entra nel circuito dell’assistenza fa sempre più fatica ad uscirne.
Scorrendo i dati del dossier riguardante la povertà a Salerno e provincia recentemente presentato dalla Caritas, fa impressione riscontrare che occupati (il 29% dei poveri percepisce un reddito fisso) e pensionati (l’80% circa vive in provincia con meno di 1000 euro al mese), una volta estranei oggi vivono un pesante disagio sociale.
Non solo, dei 4896 italiani che frequentano i centri Caritas ben il 15% è rappresentato da genitori separati, i veri e propri “nuovi poveri”, che pur avendo un’entrata economica regolare, non riescono a soddisfare le primarie necessità di vita.
L’identikit del “nuovo povero” italiano: ha una età tra i 30 e i 50 anni, è coniugato, ha due figli tra i 10 e 17 anni, è di istruzione medio-bassa e vive in una casa in affitto. Mentre lo straniero ha un’età tra i 20 e i 40 anni, è coniugato, ha due figli tra 0 e 10, e vive in una casa in affitto.
E in tutto questo lo Stato sociale che fine ha fatto?
Bisogna allora “incentivare la solidarietà” e “sviluppare nuove forme di partecipazione tra pubblico e privato”.
In ciò speriamo ci aiuterà la Legge Delega per la Riforma del Terzo Settore, attualmente all’esame della XII Commissione Affari Sociali, che ha tra gli obiettivi principali quello di costruire un nuovo “Welfare”, fondato sul coinvolgimento dei cittadini e degli organismi del Terzo Settore nella formazione delle politiche sociali, volto anche al potenziamento dell’erogazione dei servizi sociali e alla valorizzazione dell’enorme potenziale occupazionale insito nell’economia sociale.

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