Il Welfare aziendale e la Legge di Stabilità

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Il sostegno al reddito familiare, allo studio, alla genitorialità, alla tutela della salute, nonché le proposte per il tempo libero e le agevolazioni di carattere commerciale, offerte dall’azienda ai propri dipendenti, c.d. “welfare aziendale”, si sta confermando sempre più come un prezioso alleato contro la crisi economica, nonché per ridurre la conflittualità, migliorare il clima aziendale e la produttività, anche grazie ad una sua efficacia nel ridurre l’assenteismo.
In tale direzione va letta la Legge di Stabilità 2016 (Legge, 28.12.2015, n. 208), nella parte in cui incentiva – detassandole – le prestazioni, le opere e i servizi corrisposti al dipendente aventi finalità di rilevanza sociale: servizi come l’educazione, l’istruzione, anche in età prescolare, nonché la frequenza di ludoteche, di centri estivi e invernali, gite didattiche, baby-sitting, borse di studio, ma anche servizi di assistenza destinati ai familiari anziani o comunque non autosufficienti.
Tali benefit sono esclusi dal reddito di lavoro dipendente.
Ciò significa: importi e servizi a tassazione zero per i dipendenti che scelgono di convertire i premi di risultato – soggetti ad imposta sostitutiva del 10% – negli elencati benefit sociali.
Per maggiori dettagli conftronta la Circolare 28/E del 15.06.2016 dell’Agenzia delle Entrate, d’intesa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

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