Il lavoratore in nero

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Anche se non viene stipulato un contratto individuale di lavoro e il lavoratore non viene regolarizzato presso le amministrazioni competenti (Inps, Inail, etc.), il lavoratore in nero viene considerato dalla legge come un vero e proprio lavoratore subordinato a tempo indeterminato!

Perciò, la legge non pone differenze sul piano dei diritti e delle tutele: al lavoratore in nero spetteranno gli stessi diritti, le stesse garanzie, le medesime retribuzioni e tutele previste per i dipendenti regolarmente assunti.

Per ottenere tale equiparazione e, quindi, il riconoscimento delle differenze retributive, il T.F.R. (trattamento di fine rapporto), etc., il lavoratore in nero dovrà iniziare una causa contro il proprio datore di lavoro nella quale dovrà provare che ha svolto l’attività all’interno dell’azienda, che ha osservato con continuità gli orari di lavoro, che ha subìto le direttive impartitegli dal capo, etc., proprio come tutti gli altri colleghi regolarizzati, nonché, se proverà la mancata fruizione durante gli anni di servizi, potrà ottenere le ferie, i permessi e le festività non godute.

Infine, si ricorda che le sanzioni per aver assunto lavoratori in nero poste a carico del datore di lavoro sono: a) sanzione minima pari ad Euro 1.950,00; b) sanzione massima di Euro 15.600,00; alle quali dovrà essere aggiunta una sanzione addizionale pari ad Euro 195,00 per ogni giorno di lavoro in nero.

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