I furbetti del “Non profit”

Furbetti

Ho appreso da fonte ANSA che nel mirino della Direzione Provinciale dell’Agenzie delle Entrate di Torino sono finite 22 tra associazioni sportive, circoli culturali e bocciofile che dovranno restituire al Fisco 1,8 milioni di imposte evase, oltre a sanzioni e interessi.

Godevano del regime fiscale delle associazioni non profit, ma in realtà dietro il paravento di bocciofile e club privati quelle associazioni esercitavano “esclusivamente” attività commerciali: ristoranti con una vasta clientela e palestre d’elite, attrezzate come una spa, con vasche per l’idromassaggio, saune e bagni turchi.

Tuttavia, Giustizia è stata fatta: gli investigatori dell’Agenzia delle Entrate hanno incrociato i dati dell’anagrafe tributaria con i controlli su internet dove hanno scoperto pubblicità, recensioni e opinioni dei fruitori da cui emergeva la natura commerciale delle presunte associazioni senza fini di lucro.

Tale fatto di cronaca va visto in tutta la sua gravità, in quanto le finte associazioni non profit sfruttando la fiscalità di vantaggio degli enti non commerciali fanno concorrenza sleale agli enti e alle associazioni regolari e procurano loro un grave danno all’immagine.

Eppure tali fenomeni potrebbero essere arginati con l’istituzione di un Registro Unico nazionale per i soggetti del Terzo Settore, oggi divisi in una miriade di elenchi specifici (c’è quello del cinque per mille, quelli regionali, quelli provinciali, quelli delle associazioni di promozione sociale, ecc.), dove poter reperire tutte le informazioni sulle organizzazioni del non profit anche al fine di monitorarle.

Purtroppo, però, il Disegno di Legge sulla riforma del Terzo Settore (A.C. 2617) che ha, tra l’altro, previsto l’istituzione di tale Registro Unico, giace tutt’ora in Senato e il timore è che l’agognata “Riforma” sia finita su un binario morto!

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