Creare opportunità per le famiglie in stato di povertà

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La povertà in Europa e in Italia ha raggiunto livelli record:i dati Eurostat 2014 parlano di circa ventisei milioni di bambini a rischio di povertà ed esclusione sociale in Europa.

In generale, al Sud la povertà assoluta rimane quasi doppia rispetto al Nord.

In particolare, circa due milioni di bambini e ragazzi vive in una condizione di indigenza e a circa la metà di loro può mancare un’alimentazione adeguata, cure mediche e l’accesso a una serie di attività di svago, culturali o aggregative.

E’ evidente, allora, nella perdurante inefficacia delle politiche di welfare italiane, la necessità di intraprendere una nuova via per ridurre tale svantaggio, guardando anche alle competenze delle famiglie e allo sviluppo partecipato del loro potenziale come chiave evolutiva delle politiche sociali.

La famiglia in difficoltà, pertanto, deve essere coinvolta, deve diventare parte attiva di tale progetto di sviluppo, proponendo essa stessa gli interventi.

Le organizzazioni della società civile, quindi, con il sostegno delle istituzioni centrali e locali, dopo un sano confronto con chi vive tale disagio, dovranno farsi carico di realizzare insieme una strategia di contrasto alle diverse forme di povertà dell’infanzia e della famiglia, partendo dalle risorse e dai servizi disponibili, integrandoli e riorganizzandoli al fine di valorizzare le capacità di tutte le persone coinvolte in un progetto di sostegno e di crescita sociale.

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